samedi, janvier 25, 2003

Chiaramente e Bestie di uomini vanno in vacanza per un mese.
Ho la mente troppo occupata per scrivere.
Nel tempo libero (che, tra l'altro, è molto ridotto) preferisco fare un po' di sport piuttosto che stare davanti al PC.
Abbandonerò per un mese anche Una vita in fumo: mi dispiace ma sono in un momento delicato e troppo impegnativo.
Prometto che i blog e le collaborazioni riprenderanno da fine febbraio in poi.
Ciao!

vendredi, janvier 24, 2003

La mitica Plati ha un blog.
Questa sera andrò a vedere il capolavoro restaurato di Truffaut Jules e Jim.
Sono già emozionata...il cinema e la letteratura hanno il potere di farmi piangere, ridere, sognare, sconcertare, arrabbiare.
Ci sono settimane in cui, oltre al cineforum, vado al cinema anche durante il week.end e finisco per vedere 2 o 3 film alla settimana.
In estate mi manca moltissimo...
Vado almeno una volta alla settimana: non potrei farne a meno.
Così come non posso fare a meno di leggere un buon libro.


mercredi, janvier 22, 2003

Il primo articolo che ho letto questa mattina è quello che "incollo" di seguito a questo mia breve riflessione.
L'anoressia è oramai diventata una malattia sociale.
E' legata al nostro tempo e, nonostante le anoressiche ci siano sempre state, il fenomeno è diventato di portata preoccupante solo negli ultimi decenni.
Ho sentito Crepet affermare che, alla base della psicologia dell'anoressica, c'è il desiderio di morte.
Io credo che, oltre ad una logica spiegazione di questo tipo, ce ne sia un'altra più incisiva: le immagini e i modelli proposti dalla società.
Molto spesso la ragazza che arriva a controllare il proprio fisico in modo militaresco imponendosi di non mangiare, non ha problemi in famiglia, nè tendenze suicide: è "solamente" influenzata dai modelli femminili proposti.
Come tutti sanno i mezzi di comunicazione svolgono un ruolo importante nella socializzazione primaria e secondaria.
La TV ci propone dei ruoli che, fin da piccini, interiorizziamo.
Magro è bello, sembra essere l'unico valore che buca gli schermi e le riviste femminili e non.
Scheletrico è bello, le ossa devono essere in vista per portare i pantaloni a vita bassa.
Le forme assolutamenti normali e femminili del sedere e dei fianchi sono considerate in modo negativo.
Le donne che influenzano le fragili teen agers di oggi sono più simili alle immagini degli ebrei che si salvano per miracolo dai campi di concentramento che a persone sane.
Ciò che voglio dire è che la società influisce in modo massiccio e molto pericoloso.
Non sempre le problematiche sono unicamente di orgine psichica

Tratto dal Corriere della Sera di oggi:

Una gara mortale su Internet «Vince chi dimagrisce di più»
Centinaia di siti promuovono l’anoressia. «Ci sono già state vittime»
Osso Bello annuncia che si parte oggi, 22 gennaio, e si va avanti fino al 22 febbraio: un mese in gara, vince chi perde più chili. «E se finite in ospedale, fatemelo sapere». Limite di età 12 anni; a 13, puoi concorrere. Una tredicenne, dichiarato che «il cibo è morte», chiede se ci sono in rete altre coetanee: riceve 15 risposte in 3 ore. «Divertitevi», dice Osso Bello. Nome italiano, lancia la sua corsa sul sito Internet americano «Bellezza digiuna». Altrove si sfidano «squadra rosa» e «squadra celeste», tutte ragazzine: «Gara ai 33 chili, chi ci sta?». Parte Ruby: «Cerco amiche per andar sotto i 52 chili». «Io inizio da 26 chili, bleah, so che è troppo», scrive Alice. Poi tante altre: anche spagnole, tedesche. E italiane. Da Stati Uniti e Gran Bretagna, i 400 e più siti Internet che promuovono apertamente l’anoressia chiamano anche l’Europa. Hanno nomi come «Nazione anoressica», «Religione anoressia», «Ti amo fino alle ossa». Chiamano l’anoressia «Ana»: «Nostra creatrice e distruttrice: non malattia, ma libera scelta». Si autodefiniscono «comunità», «sorellanze». E giù fiumi di foto: modelle scheletriche, ragazze dalle braccia sanguinanti. C’è un credo: «Credo nella perdita di peso, nel castigo dei peccati, nell’abnegazione del corpo, in una vita di digiuno. E nel controllo, sola forza che possa portare ordine nel caos del mio mondo. Amen». Hanno i loro thin commandments , «comandamenti magri» ( thin - magri - per ten , 10): «non sarai mai troppo magra», «non mangerai senza sentirti colpevole», «esser magra conta più che esser sana». Questi siti vendono braccialetti di riconoscimento, guidano a «farmacie proibite». «E purtroppo funzionano alla grande», dice Livia Camporese, medico che guida il sito «Sos Inganni» dell’Aidap, Associazione per lo studio dei disturbi alimentari, e già ha ricevuto varie segnalazioni. Problemi di lingua? «Tutti, ormai, parlano un po’ d’inglese». Non solo i medici si preoccupano: «Siamo in allerta, seguiamo il fenomeno con grande attenzione», dice Filippo Ninni, dirigente del compartimento lombardo della polizia postale, i «segugi» di Internet; «anche perché altrove ha già fatto dei morti».
Di loro, i morti, restano le tracce in rete. «Alle suicide: per favore non mettete i vostri addii qui», ammonisce il sito «Ana libera scelta» (453.967 visitatori al momento di quest’articolo). «Ho un solo desiderio, morire al più presto», grida «Ana Ballerina». «Non ce la faccio più», urla Claudia. Risponde «Quasi Perfetta», 32,5 chili, altezza 1,50: «Io voglio morire ma sono ancora troppo grassa per farlo». E poi Fata: «Piango nel vedere i miei amici morire: le loro vite girano intorno alle loro anche. Tante volte ho baciato i miei fantasmi». Fra immagini di fate e teschi, i siti traboccano di consigli: come vivere d’acqua e sale, come vomitare, come purgarsi, come ingannare i genitori. E come tagliuzzarsi: il cutting occupa varie rubriche. «Sei mia, solo mia - dice una lettera a tutte della "madre Ana" - voglio che tu veda il tuo sangue. Vuoi tornare ad essere la mucca che eri? No, senza di me non sei nulla».
Le ragazze si confidano: «Ehi, una barretta da 200 calorie è come un pranzo». Possibile? «Pericoloso - spiega Roberto Balossi, medico e chirurgo plastico -. Duecento calorie equivalgono a un bicchiere di vino: abbiamo bisogno di 1800-2000 calorie al giorno». Qualcuna consiglia siti italiani sulla «digiunoterapia»: «Pazzesco - dice Riccardo Dalle Grave, direttore scientifico dell’Aidap -. Il digiuno può uccidere».
Ma basta, frequentare un sito, per ammalarsi? «Non lo so: ma pare che questi disturbi riguardino già 6 milioni di italiani - dice Fabiola De Clercq, ex anoressica, fondatrice dell’Aba, Associazione per la ricerca sulle malattie alimentari -; abbiamo saputo di bambine che a 8 anni mangiano e vomitano». C’è una componente genetica, ricorda lo psichiatra Mario Savino, «ma anche l’ambiente conta molto. Anni fa, uno studio alle isole Figi rivelò che le indigene, donne alte e robuste, avevano iniziato ad avere disturbi alimentari dopo l’arrivo della Tv e delle mode occidentali».
Ieri notte ha chiesto aiuto Julia, alta 1,80, chili 45,9: «Adoro mio figlio Alex, ha 4 anni. Non voglio lasciarlo. Ho avuto un arresto cardiaco. Ho sognato gli angeli che tentavano di portarmi in cielo, lottavo con loro. Lo so, sto morendo». Ha risposto «Ragazza solare». «Io sono a 28 chili. Salvati. Ana se ne frega di te, di Alex. Ricordi la frase? Successe che quella luce alla fine del tunnel era solo un treno, un treno che ti veniva incontro».

Luigi Offeddu



dimanche, janvier 19, 2003

Incuriosita dalla segnalazione di bellachioma, ieri sera sono andata a vedere Prendimi l'anima, del bravissimo Faenza.
Vorrei precisare che non si tratta (come potrebbe sembrare dai trailer) di un film sull'amante di Jung, ma delle storia della prima paziente dello stesso : Sabina Spielrein.
La relazione tra i due è marginale nel film: ciò che mi ha colpita è la forza di questa donna che, dopo essere stata curata, sedotta ed abbandonata dal luminare della psicoanalisi, si è iscritta a medicina per poi specializzarsi in psichiatria ed aprire in Russia un asilo, il cosiddetto "asilo bianco", nel quale si è dedicata alla cura deli bambini con gravi problemi.
Sia Freud che Jung sono stati influenzati dalle teorie della Spielrein, una delle prime donne ad entrare nella Società Psicoanalitica Viennese.
Come al solito, però, il film è stato presentato come un immenso pettegolezzo: "andiamo al cinema a vedere la storia tra Jung e la sua paziente...".
Eh no, cari miei.
Andate al cinema a vedere la storia di una psicologa che ha fatto tremare il dottor Jung e che Freud ha accuratamente evitato di incontrare proteggendo il suo pupillo per evitare lo scandalo.
Prendimi l'anima è la dimostrazione che il cinema italiano non è tutto da buttare.
Oltre ai "mille violini suonati dal vento" di Muccino, oltre alle volgarità di "Natale sul nilo" (mi rifiuto di scriverlo in grassetto), oltre alle stentate risate di Aldo, Giovanni e Giacomo, esiste anche Faenza che, in punta di piedi e con un'eleganza notevole, ci mostra una storia ben costruita ed interessante.
Per saperne di più:
Jung, Freud e Sabina Spielrein

samedi, janvier 18, 2003

Ieri sera al cineforum ho visto No man's land, incredibile film sulla guerra nell'ex Jugoslavia che, pur non mostrando violenza nè sangue, spiega le assurdità del conflitto e l'atteggiamento dei media.
In alcuni punti è anche molto ironico, nonostante la fine sia amara.
Il film è frutto di una coproduzione e penso abbia avuto molte difficoltà di distribuzione: a Milano, per esempio, l'anno scorso è stato trasmesso unicamente da un paio di sale.
Un film di nicchia, dunque, che avrebbe dovuto avere una maggiore attenzione: se fossi un'insegnante avrei pensato seriamente di portare i miei alunni a vederlo.
Non impressiona: non ci sono arti mozzati ma dialoghi ironici accanto alle ridicolizzate forze umanitarie facenti capo all'Onu.
Con pochi mezzi il risultato è stato notevole.
Il titolo fa riferimento a quella che, militarmente, è indicata come la "terra di nessuno" (no man's land, appunto), cioè una zona tra due fronti militari nella quale si svolgono la maggior parte delle scene.
Assolutamente da vedere.
Voto: 10.

vendredi, janvier 17, 2003

Sull'Espresso di questa settimana ci sono un paio di articoli interessanti.
Uno, "Il grande trasformista", è dedicato al bravissimo D.D.Lewis: sapevo fosse molto pignolo ma ignoravo che per preparare la parte di un paralitico ne Il mio piede sinistro fosse rimasto sulla sedia a rotelle anche fuori dal set!
Questo è nulla in confronto a L'ultimo dei mohicani:due settimane passate da solo nei boschi a cacciare e spellare animali. (bleah).
Mi piace per la passione con la quale recita: lo capisco, se fossi un'attrice sarei anch'io così (spellamento di animali escluso ovviamente).
L'altro è una breve recensione dedicata ad Amabili resti: la Sebold ha colpito nel segno, il libro è piaciuto proprio a tutti.
Spero riceva un riconoscimento in merito: è uno dei migliori romanzi che abbia mai letto.
E' sempre più difficile trovare opere originali: si ripetono un po' tutte, per lo meno quelle di narrativa.
Amabili resti è una chicca imperdibile.
Ieri ho fatto una delle mie incursioni in libreria.
Ho comprato un libro che non avevo mai sentito:Observatory mansions di Edward Carey.
Mi ha colpita il giudizio di McGrath:"questo è un romanzo di straordinaria orginalità", beh', detto da lui, ci credo!
E poi l'incipit, l'ho trovato bellissimo:
Indossavo guanti bianchi. Vivevo con mio padre e mia madre. Non ero un bambino. Avevo trentasette anni. Il mio labbro inferiore era gonfio. Indossavo guanti bianchi anche se non ero un domestico. Non suonavo in una banda. Non facevo il cameriere. Non ero un mago. Ero il custode di un museo. Un museo di oggetti significativi. Indossavo guanti bianchi per evitare danni ai novecentottantasei oggetti contenuti in quel museo. Indossavo guanti bianchi per evitare contatti diretti alle mie mani. Indossavo guanti bianchi per evitarmi la vista delle mie mani nude.
Inizio sublime.
Apprezzo sempre di più periodi brevi, anche contraddistinti da reiterazioni, come in questo caso.
Anch'io ripeto spesso i concetti che voglio ribadire.
Ho comprato guanti bianchi... l'autore vuole che io riesca a visualizzare quel paio di guanti, quelle dita nascoste da un leggero velo bianco.
O forse no.
Sono guanti pesanti, una spessa coltre bianca che si confonde con il marmo delle statue.
Sono vellutati.
Li immagino vellutati ma, allo stesso tempo, leggeri come neve....
Da oggi fino a fine febbraio mi aspetta un periodo molto intenso.
Non so quanto riuscirò ad aggiornare i miei blog: sicuramente non tutti i giorni.
Chiedo scusa ai gestori dei blog per i quali scrivo ma ho bisogno della massima concentrazione e del massimo impegno.
Ovviamente cercherò di leggere le e.mail tutti giorni.
Nel caso ci fossero ritardi nel rispondere...sapere il perchè.
Con molta gioia vi annuncio che, da oggi, scriverò anche su Una vita in fumo.
Ringrazio ancora Ezechiele per avermi invitata.
Mi fa molto piacere poter contribuire al suo utilissimo blog.

jeudi, janvier 16, 2003

mardi, janvier 14, 2003

Grazie a Corrado per avermi iscritta nella comunità di Mo te passa.
Ho già scritto qualcosa...
Televisivamente
Ci sono due buoni motivi per vedere il nuovo programma di Rai Edu condotto da Andrea Pezzi Internet cafè (leggi articolo su clictv):
1) il conduttore (pensandoci bene potrebbe bastare anche solo questo...)
2) è un'idea diversa, nuova.
E' partito bene: ieri c'è stata la prima puntata.
Vedremo...

lundi, janvier 13, 2003

Bello il sito di Dacia Maraini.
Che ne pensate della Maraini?
Avete letto qualcosa?
Ma voi vi innamorate degli scrittori/ci dei/delle quali avete letto i libri?

dimanche, janvier 12, 2003

Ieri è stato presentato a Roma Gangs of New York, l'ultimo film di Marin Scorsese.
Spero di vederlo presto, anche solo per avere il piacere di gustarmi l'intepretazione di uno dei migliori attori contemporanei: Daniel Day Lewis.
Ve lo ricordate in Il mio piede sinistro?
O anche in Nel nome del padre?
Peccato che faccia pochi film...
Sono anche curiosa per Di Caprio: ho sempre pensato fosse un buon attore, non ho mai creduto alla fama da "bellone".
E' molto bravo, l'ha dimostrato in The beach, film poco notato dalla critica.
Ma che colpa abbiamo noi di Carlo Verdone è sicuramente uno dei più bei film dell'attore-regista romano.
Non solo l'idea della trama è originale (un gruppo di pazienti ai quali muore l'analista durante la psicoterapia di gruppo con tutte le conseguenze che ne derivano...) ma è anche ben costruita.
Non si tratta di un classico film "alla Verdone": meno battute ma più spazi di riflessione lasciati allo spettatore.
Un'ottima prova, insomma.

vendredi, janvier 10, 2003

E aggiungo: per fortuna non sono tutti come Beatrice.
Ho saputo che il sito ha raggiunto 1000 visitatori.
Sono felicissima per Ezechiele e continuerò ad appoggiare la sua importante battaglia.
Ci credo.
Credo nelle possibilità che offre il web e lo ringrazio ancora per aver aperto un blog così utile.
Forza!
Dal sito di Marie Marion

Caro PietroBrogOrtre, ti DISCONNETTO.
Non ti sclicco, Pietro, amico mio, direttore del mio quotidiano preferito. Sclicco le galline, disconnetto le persone che stimo.
Sono furente Pietro, e mannaggia ammé e alla luna quadrata che te so' venuta aprì ir brog.
Ma certe veteroBattaglie da neoGallineNeoLaureate io non le sopporto, e non sopporto di vederle sul tuo brog. LIBERO TU di far scrivere chi vuoi dalle tue parti, LIBERA IO di non leggere sul tuo sito ciò CHE NON VOGLIO NEANCHE SENTIRE NEI TIGGI' sia pur nelle misurae, signorili, ben più colte parole del ministro Sirchia.
Che c'è, adesso i NO GROBBA dell'ultima ora hanno abbracciato la battaglia americana contro il fumo? Dimenticando il CANCROdei lavoratori di Porto Marghera e di Brindisi?fumo? Dimenticando il CANCROdei lavoratori di Porto Marghera e di Brindisi?
Dimenticando, o facendo finta di dimenticare, che tra meno di tre mesi qui nelle città ricomincia l'apnea, ogni genere di allergia anche nei bambini, le tossi asmatiche nei broncopatici, il mio sacrissimo cervello che senza ossigeno se ne andrà a puttane come ogni anno, sempre peggio?
Mi spiace per tuo padre, Chiara, ma a parlar chiaro si va.
Te l'ha mai detto nessuno che non è il fumo a portare alla morte i neoPensionati (e ci scommetto che anche per tuo padre di questo s'è trattato)? Hai mai ascoltato un programma televisivo (per carità, mica dico di andare a scomodare mostri sacri come "FOLLIA & FAMIGLIA" di Leng!), un qualunque Bruno Vespa (quando non ci sono i politici, i Marco Travaglio da Nonsoddove), perfino i Costanzo vecchia maniera, una vecchia Daniela Rosati con i suoi graditissimi geniacci psichiatri, tutti spariti dai video (GRAZIE FININVEST!), un Raffaele Morelli qualsiasi, si fa per dire, un Crepet dell'ultima ora...
Mica dico di studiare, ché persona colta e ben laureata ormai tu sei, dico soltanto GUARDATE LA TIVVU' OGNITANTO!
Per imparare, buon'ultima perché lo sa perfino Rita la moglie del verduraio qua sotto, che il cancro arriva dalla PSICHE CHE S'AMMALA e non dal fumo! Dal disagio all'interno delle famiglie ormai in preda al più delirante dei femminismi in carriera per i quali l'ultima moda, l'ultima parola d'ordine è: CACCIA ALL'UOMO!
E questi poveri uomini, una volta perduto il lavoro, nel novanta per cento dei casi a seguito del pensionamento (sono dati ISTAT!), si ritrovano dentro l'antica famiglia che non riconoscono e al cui interno hanno preso possesso le donne!
Non che questo sia il caso di tuo papà, spero proprio di no.
Ma nvenì a rompe ir cazzo ammé che ho una situazione simile dentro casa MIA!
NOI SI FUMA, mi spiace per la tua NewWar, Chiara. Si fuma e si lotta con altre armi, che sono il reiki, la protezione, il rispetto anche se a volte gli uomini sono un po'... istituzionalizzati e istituzionalistici. Si lotta con la terapia Di Bella, per esempio. Unita all'affetto che parte dallo stomaco e non lo devi cercare né autoimportelo, o c'è, e allora diventa RISPETTO. O non c'è, e allora diventa femminismo becero e ne uccide più dello stesso carcinoma!
Si lotta con la Fantasia, che qui a casa mia si chiama Mick e Noblogo, per esempio, a spezzare alcuni drammatici momenti con... che so, ir Zingaro che crede di fare i "fanghi profumati" dentro alla merda der cesso, perché qualunque stronzata è buona, se il sorriso riesce a sbloccare il plesso solare a far sì che l'energia rifluisca per intiero nell'organismo contratto da un pensiero, da una bolletta telecom, da un l'anima de li mortacci loro qualsiasi.
Si lotta con le unghie e coi denti, e certe notti, quando sembra che stai per mollare, per fortuna t'attacchi a Star Treck.
Ovviamente noi si lotta alla nostra vecchia veteroManiera. Che non è la Vostra Presuntuosa Maniera!
Che ci vuoi fare Chiara, siamo gente all'antica, noi. E de borgata.
Certe tue nuove battaglie, Chiara, insane quanto l'insanità mentale degli Americani che hanno dato l'OK al PROZAC PER I BAMBINI... ripeto, al PROZAC per i bambini!!! Perdio, sto fumando sdegno rabbia e vedo rosso!
Perché a dargli lo sport, le palestre in tutte le scuole e anche di pomeriggio per snevrotizzarli, a costo di fare un'ora di lezione e un'ora di ginnastica.... Noooooooo, ma per carità!!! Droghiamoli col Prozac così stanno buoni e non rompono il cazzo a mammina, paparino e manati dell'uno o dell'altra!
E poi, sempre i Mericani, vengheno a casa nostra a imporci la Madre di tutte le Guerre: quella al fumo!
E arrivi tu, Chiara Fonio, buon'ultima, leggiadra, come proveniente da chissà quale mondo asettico, a rompe ir cazzo colla Madre di tutte le guerre! Non fumate, salviamo una vita...
Ma vaffanculo Chiara!
Me l'hai fatti a peperini. Sai che ti dico? Ficccatela da qualche parte ben nascosta la tua nuova laurea e impara a vive in mezzo alla gente. E leggiti un po' di psicanalisi, che me sa che ce n'hai proprio bisogno, TU!


Ciao Pietro, sei stato un grande amico e su BloOltre ho letto TUTTO, anche se non l'ho condiviso. Per onestà intellettuale, per rispetto a TE! Ma talune nuove battaglie da galline si nacque, si rimase, si morse.... mi dispiace, IO NO!

- bea c., 1/9/2003 08:56:51 PM

Avevo due oppurtunità: non rispondere o rispondere agli insulti di Beatrice.
Ho deciso di farlo perchè, gallina sono ma fessa no.
(nda: tra l'altro: chi l'ha detto che le galline sono ignoranti?!!)
Iniziamo con il primo punto.
Non sono mai stata no global.
Qui si dimostra la tua abissale ignoranza.
Fare una tesi in Sociologia sui no global non significa approvarli.
Significa analizzarli.
Capisco che per te sia difficile comprendere questo parolone perchè sie abituata a lanciare sputi e sentenze, ma io li ho ANALIZZATI senza dare giudizi, cosa che, per altro, è stata messa in luce anche durante la discussione di laurea.
Punto secondo: aiutare Ezechiele nel diffondere il suo blog
Una vita in fumo non presuppone che abbia in famiglia una morte per cancro.
E qui, cara Bea di borgata, viene fuori tutto il tuo maledettissimo egoismo.
Non hai rispetto per il dolore altrui e questa è la cosa che mi ha più fatto male.
Tu pensi che io creda nel sito di Ezechiele perchè mio padre è morto di cancro?
Come sei piccola, infinitamente piccola.
Mio papà non ha mai toccato una sigaretta e quella gallina di mia madre ha smesso dopo 30 anni. (pensa che imbecille!)
Nessuno in famiglia è morto di cancro ma questo non mi rende insensibile di fronte ad un problema che miete migliaia di vittime.
Abbracciare una causa: ti è mai capitato di farlo anche se non ti aveva toccato direttamente?
Penso proprio di no.
Sei troppo egoista Beatrice, non ci riuscirai mai.
Mi hai veramente disgustata: abbi un po' di RISPETTO per il dolore di chi ha perso un padre per quelle fottute sigarette che continui a fumare!
Non ti vergogni per quello che hai scritto?
Punto terzo: ai vaffanculo, ai ficcati in quel posto la laurea, ecc... non rispondo perchè il punto più importante non sono gli insulti rivolti alla sottoscritta ma la mancanza di RISPETTO per il dolore.(vedi sopra)
Tra l'altro non sono abituata a misurarmi con persone che mi insultano o che mi mandano affanculo: non credo che meritino la mia attenzione perchè non hanno altre armi che la parolaccia fine a se stessa.
Viaggiano un po' nell'ignoranza e un po' nel disprezzo: no grazie.
Per fortuna frequento altra gente, altre galline e galli: altri pollai, insomma.
Punto quarto: non capisco perchè hai attaccato anche Pietro.
Cosa credi?
Che pendono tutti dalle tue labbra filosofeggianti?
Lui ed altri sono liberi di scrivere ciò che vogliono, come tu sei libera di morire per le sigarette.
Passo e chiudo dal pollaio alla borgata.

Ps: il cancro viene dalla psiche?!
Ma dove l'hai letto?
Su un fumetto umoristico?






jeudi, janvier 09, 2003

Ho scritto un nuovo articolo per Millevoci. (era ora, vero Pupa?!)
Mi piacerebbe sapere se siete d'accordo con me sull'argomento.
Vado sempre dove mi porta il cuore
Qualche giorno mi ero messa in testa di leggere I fratelli Karamazov: ero al secondo tentativo, visto che il primo è "affondato" pochi anni fa.
Mi sono arenata prima di pagina 100.
Quando ho appena terminato un libro che mi è piaciuto molto divento insopportabile: mi aggiro tra gli scaffali della libreria come una tigre nella foresta che non mangia da giorni.
Ho contato quante opere ho iniziato ed abbandonato dopo Non ti muovere: 7, tutte sul mio comodino.
Forse, però, dopo un po' di digiuno, ho trovato la preda che fa per me: Va' dove ti porta il cuore, in omaggio con il Corriere della sera di lunedì.
Non l'avevo mai letto per..stupidità.
Mi ero fatta condizionare dalle recensioni acide e zuppe di invidia di un gruzzolo di critici che, se ne avessi l'autorità, ribattezzerei criticoni.
Ho letto pochino ma mi piace.
Non mi sembra banale, anche se non mi pare nemmeno un capolavoro.
Forse è il libro che stavo cercando.
E poi il titolo mi calza perfettamente: io vado sempre dove mi porta il cuore.

mercredi, janvier 08, 2003

Sia Ombra che Palomar hanno espresso delle riflessioni interessanti scaturite da una mia risposta all'intervista che mi ha fatto Pietro: quella riguardante l'uso di pseudonimi.
Nell'intervista ho spiegato perchè io non ne ho usati: perchè ho voglia di presentarmi sempre e comunque per quella che sono.
Per quanto io abbia capito le posizioni intelligenti sia di Ombra che di Palomar, la mia opinione in merito non cambia.
E' vero, non è di certo un atto di coraggio e non era mia intenzione farlo passare come tale, è solo un segno della mia trasparenza: in rete non ho MAI usato nick.
Nè all'interno di forum -ne ho frequentato uno per lungo tempo sempre utilizzando nome e cognome- nè all'interno di chat che, dico la verità, ho usato 2 volte in tutta la mia vita e credo non userò più perchè non mi piacciono per niente.
Il mio inconscio non vuole assomigliare a nessun altro personaggio di fantasia se non ad una proiezione virtuale di me stessa, con tutti i miei difetti e miei pregi.
Tutto sommato, so che questa affermazione mi farà apparire per ciò che NON sono, cioè presuntuosa, io sono soddisfatta di come sono: mi accetto in tutto e per tutto, anche se, ovviamente, spero di migliorare in molti campi.
Ho ancora tanta strada da fare, la mia evoluzione non si è fermata, ma voglio presentarmi con nome e cognome perchè non è un timbro: sono io!.
Inoltre "Chiara" è un nome azzeccatissimo e mi piace.
Ho pensato, leggendo i post di Ombra e Palomar, quale nick avrei potuto scegliere....niente, non mi è venuto in mente un bel niente.
Io voglio essere me stessa : nessuna dicotomia tra virtuale e reale.
Tra l'altro: mi sembra già così difficile essere coerente con le mie altalenanti opinioni che non potrei proprio badare anche ad una seconda Chiara che sbuca fuori dalla mia anima.
Ho cercato: dietro Chiara Fonio c'è....Chiara Fonio.
Nessun altro.

Bestie di uomini (fresco fresco d'aggiornamento) sta avendo il "successo" che speravo.
Ricevo e.mail con segnalazioni importanti e questo non può che farmi piacere.
Ci tengo molto al mio spazio dedicato agli animali: avevo bisongno di stimoli da parte dei lettori.
Rigrazio, dunque, tutti quelli che lo seguono e che mi scrivono.

lundi, janvier 06, 2003

Oggi mi sento solo di dirvi una cosa: non mandate in fumo la vostra vita.
Il blog sarà presto tra i miei link e spero anche tra i vostri.

dimanche, janvier 05, 2003

Non sono mai riuscita a parlare de Il pianista di Polanski.
Quando vedo un capolavoro, ho una certa soggezione a scrivere anche solo poche righe.
Ieri ho coperato il libro dal quale è stato tratto il film: forse, dopo la lettura, riuscirò a non scrivere banalità.
Un film doloroso, musicale, delicato.
Un pugno nello stomaco con Chopin in sottofondo.

samedi, janvier 04, 2003

Se bloggando è maschilista....
Ribelliamoci!
Perchè nell sito bloggando c'è una sezione intitolata donne (meno male che non mi hanno infililata lì dentro se non mi sarei incazzata ben bene) e non una uomini?
Me lo spiegate?
Dio santo, siamo delle persone e basta.
Le caratteristiche sessuali: maschio, femmina, omosessuale, eterossuale, non interessano a nessuno.
Per lo meno non interessano a me che non leggo un blog in base al sesso e alle tendenze di chi scrive.
Così come non faccio distinzioni in ambito di amicizie.
Non capisco perchè abbiano creato solo una categoria e l'altra no.
Comunque aspetto al varco il primo lesboblog: uscirà di sicuro dopo la "trovata" di Tom che, con tutto il rispetto, mi pare abbia creato un bel ghetto per soli uomini gay.
Aspettiamoci, dunque, un simpatico ghetto virtuale per lesbiche e, ovviamente, 2 nuove sezioni per bloggando: gay & lesbiche.

Perchè proprio in questi anni stiamo riscoprendo Tolkien ed Harry Potter ha avuto un grandissimo successo?
Mi sono interrogata spesso su questo punto, e sono arrivata alla conclusione che Il signore degli anelli e il maghetto inglese assolvono la stessa funzione dei miti filosofici e religiosi.
Il mondo è così terribilmente inspiegabile e privo di una qualsiasi giusta logica, che si tenta di fuggire all'orrore quotidiano rifugiandosi nella magia.
Il signore degli anelli non è di certo un'opera attuale nè semplicissima da leggere: eppure funziona.
Innanzitutto funziona perchè è stata spinta dal punto di vista commerciale.
Vi faccio un esempio su tutti: fino a qualche anno fa le opere di Tolkien si trovavano solo negli scaffali dedicati al fantasy, da quando è uscito il film hanno raggiunto le vetrine delle librerie e non sono più considerati un genere di nicchia.
Non voglio occuparmi delle immense operazioni di marketing ma di ciò che rappresentano le due opere in questione.
Sono un rifugio per tutti i lettori: la creazione di mondi paralleli, in cielo o tra gli esseri delle foreste, in una scuola di magia o nelle viscere delle terra, ha sempre affascinato l'uomo.
In fondo, paradossalmente, la saga di Tolkien ha i suoi antenati nell'antica Grecia:il bisogno umano di sognare cosmologie non completamente terrestri è vecchio come il mondo.
Ciò che ci dobbiamo chiedere è come mai questo bisogno è diventato più urgente in questi ultimi anni.
Il fantasy sta spopolando anche nel mondo dei giochini elettronici: anche i giochi di ruolo sono, tutto sommato, un tentativo di guardare a se stessi e ciò che ci circonda con occhi diversi.
L'Iliade e l'Odissea cosa rappresentavano se non un viaggio stupendo, immaginario, un viaggio che nessun essere in carne ed ossa avrebbe mai potuto affrontare?
Tutto ciò che è ALTRO rispetto alla merda nella quale viviamo, ci attira: è una panacea per il nostro cervello assuefatto dalle immagini dei TG.
Quello che stupisce è che gli universi più o meno paralleli inventati dalla fantasia umana hanno le stesse dolorose caratteristiche del nostro: vita-morte, bene-male, felicità-dolore, amicizia-odio.
Le stesse identiche diadi dalle quali tentiamo di liberarci, sono riproposte anche in un romanzo fantastico.
E' come se, in qualche modo, ci volessimo allontanare dalla nostra casa, ma ricreassimo le medesime condizioni altrove.
Cambia l'arredamento, ma non lo stile di vita, dunque.

vendredi, janvier 03, 2003

Una delle trasmissioni che non perdo mai è Velisti per caso.
Mi sembra uno dei pochi appuntamenti settimanali intelligenti: una sorta di documentario frizzante, marino, imprevedibile.
Inutile dire che nutro nei confronti dei due romagnoli un'invidia verde-bile per il lavoro che fanno.
Quanto mi piacerebbe un giro del mondo in barca a vela...madonna...cambiamo discorso sennò diventa verde anche il blog!
Il mio personalissimo "blog award" va a:
Una vita in fumo.
Il blog più utile della rete.
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world tobacco victims
since 1 Jan. 2000



jeudi, janvier 02, 2003

Finalmente ho aggiornato un po' il mio bestiediuomini...