samedi, novembre 30, 2002

Dopo aver letto le entusiastiche recensioni relative al film di Cronenberg su Il Corriere e Il Foglio ho deciso, a costo di spaventarmi a morte, di andare a vedere Spider.
Vi racconterò...

jeudi, novembre 28, 2002

In uscita questa settimana: "Spider"

Il talento visionario e irregolare di Cronemberg dopo Ballard e Burroughs ha scelto un nuovo libro e un nuovo autore da trasferire nei domini della Settima Musa. Lo scrittore in questione è Patrick McGrath, giovane maestro del genere neogotico, del thriller introspettivo e psicanalitico. L'incontro si può dire assolutamente riuscito: Spider, diretto da Cronenberg e sceneggiato da McGrath è una indagine paurosa e destabilizzante sulle radici della follia, dentro la mente labirintica di una schizofrenico. Con una messa in scena rigorosa ed essenziale, il regista canadese penetra dentro le oscillazioni di una mente disturbata, instancabilmente al lavoro nel produrre mondi paralleli, nel cercare vie di fuga da una verità troppo orribile per essere accettata. La vicenda è tutta centrata su Dennis Cleg, un uomo sulla trentina, che sta cercando di ricostruire la sua vita dopo essere stato dimesso da un ospedale psichiatrico. Il protagonista è ossessivamente portato a rievocare la sua infanzia, segnata dal ricordo di una mamma tenera e protettiva poi sostituita da un'altra figura di donna viziosa, provocante, anaffettiva. Nel tentativo di comprendere il suo passato Spider, soprannominato così per l'abilità con cui da bambino intreccia ragnatele di spaghi sospese nella sua camera, costruisce e decostruisce brani di realtà, in una deriva allucinatoria che funge da schermo a un trauma innominabile.
Chi dà volto e corpo a questa angoscia è Ralph Fiennes con una prova di recitazione letteralmente paurosa. Se il progetto di Cronenberg di fare un film in soggettiva psicologica, che mostri la realtà dalla visuale di uno schiizofrenico si può dire riuscito, molto lo si deve alle capacità mimentiche di Fiennes, che aderisce al personaggio con inquietante bravura. Da questo viaggio dentro una mente turbata, dove si materializzano incubi, fantasmi, le pulsioni di una sessualità emergente e violenta si esce provati e con qualche consapevolezza (e paura) in più sulle sottili pareti che separano la normalità dalla follia, la realtà dal delirio.
Tra Hitchcock e Freud, Eros e Tanatos, Edipo e Kafka, horror e psicanalisi, un Cronenberg doc.
NELLE SALE ITALIANE DAL 29 NOVEMBRE
David Cronenberg
Il regista mutageno
Vita e opere di un cineasta originale e discusso, colto e coerente nella scelta di tematiche scabrose. Affascinato dalle mutazione del corpo e della mente, da temi come l'incubo, il futuro della specie e la sua evoluzione/degenerazione è l'inventore di un nuovo genere horror, intellettuale e post-moderno
(continua) Patrick McGrath, lo sceneggiatore
Psico-fiction
Il film è tratto da un libro di Patrick MgGrath, scrittore affermato e autore di questa e altre sceneggiature
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Copiato e incollato da Clarence

Devo ancora capire se avrò il coraggio di andare a vederlo sabato.
Adoro Ralph Finnies: credo sia una dei più bravi attori attualmente esistenti.
Non ho mai visto film di questo genere, quindi sono incerta sul da farsi....
"Grande fratello" in Virginia:una banca dati per spiare il mondo.
Vi chiedo qualche minuto per leggere questo articolo di Gianni Riotta: io sono rimasta sconvolta.
Vi rendete conto di cosa si sta mettendo a punto?
A me sembra che, più che dal romanzo di Orwell, abbiano tratto ispirazione da Minority Report:una sorta di pre-crimine antiterrorismo che potrebbe comportare dei gravissimi errori.
E-mail, telefonate, viaggi, spese: entro il 2007 saremo tutti schedati in un'immensa banca dati in Virginia.
Verrano segnalate "parole sospette": immagino che i blog abbiano vita breve!
E' assurdo!
Tra l'altro non mi sembra il metodo più efficace per combattere la piaga del terrorismo mondiale.
Che ne pensate?

mercredi, novembre 27, 2002

Ho trovato il sito che fa per me:
Choco Club!!
Ora non immaginatevi che io mangi cioccolato 24ore su 24: per ora sono ferma ad un cioccolatino al giorno e una cioccolata calda ogni tanto.
Il fatto è che è impossibile per chi ha letto Chocolat non appassionarsi al fantastico mondo del cioccolato.
Il mio sogno sarebbe quello di aprire una Chocolatérie che sia anche Librérie: una Chocolibrérie...mmm
:)
Propongo di aprire un cioccoblog!

Cambiato il software che gestisce i commenti. Gli archivi purtroppo sono andati perduti. :)

mardi, novembre 26, 2002

Il sito della settimana:
No Profit.
Complimenti a tiscali.
La buona novella del Cristo che anticipò il '68, Una rivoluzionaria interpretazione dei Vangeli nelle canzoni di De Andrè.
Articolo di Fernanda Pivano.

lundi, novembre 25, 2002

Pietro trascrive il prologo di Io uccido, il libro di Faletti.
Devo dire che mi incuriosisce molto e credo che, più avanti, lo acquisterò.
Ha ricevuto recensioni molto positive e sono davvero contenta che un comico sia riuscito a sfatare il solito luogo comune dell'impossibilità di scrivere bene se si è occupati a far ridere.
Spero avrà un grande successo.
Alla faccia degli scrittori in pectore che hanno la puzza sotto il naso.
Questa sera alla TV c'è Chocolat.
Il libro, di Jhoanne Harris è stupendo: mentre lo leggevo mi sembrava di assaporare il gusto del cioccolato...una sensazione strana ma assolutamente piacevole!
E' una scrittrice che apprezzo, anche se dovrebbe stare un po' più attenta alle sceneggiature che si basano sui suoi romanzi.
Il film stravolge un personaggio del libro ed è meno evocativo a livello emotivo.
Comunque lo rivedrò sicuramente.
Ho visto un bellissimo film sabato: L'uomo del treno.
Molto particolare, impossibile da descrivere se non con un'unica frase che mi è venuta in mente alla fine del film: un misto di amarezza condito da un'impeccabile ironia.
Tipicamente europeo - non credo piaccia oltre oceano - e magistralmente interpretato.
Complimenti.
Oggi ho comperato l'ultimo libro di De Carlo: I veri nomi con tanto di CD musicale.
Che dire di De Carlo?
Beh', non è di certo un genio (ma chi lo è d'altronde?) ma ritengo offra una lettura piacevole e leggera.
E' adatto in momenti di stress.
Rimango dell'opinione che se non avesse conosciuto Calvino non avrebbe pubblicato una riga, ma questa è pura acidità dettata dall'invidia di chi non pubblicherà mai nemmeno una lettera dell'alfabeto!
Qualcuno vuol partecipare al Blog delle piccole cose?
Nel caso, mandatemi un'e.mail...

vendredi, novembre 22, 2002

mercredi, novembre 20, 2002

Purtroppo ho molto da dire su Bestie di uomini.
Nessun libro nè film questa settimana.
La realtà supera qualsiasi opera di finzione.
Spero partecipiate numerosi al dibatitto e farete sentire chiaramente le vostre voci.

lundi, novembre 18, 2002

samedi, novembre 16, 2002

Tanto per chiarire, anche se ho gli occhi stanchi e gonfi, scrivo un paio di righe sul Medio Oriente.
Il mio post sulal strage di Mezter non era contro i palestinesi.
Come in tante altre questioni non mi va di prendere una posizione.
Per me una vita israeliana vale tanto quanto una palestinese.
A casa mia non sventolano bandiere nè israliane nè palestinesi: o le metto fuori sul balcone tutte e due o non le metto.
Non giustificherò MAI e poi mai chi si fa saltare in aria.
Nè chi uccide civili.
Entrambe le cose mi fanno schifo.
E aggiungo: le persone che si schierano da una parte o dall'altra mi fanno un po' paura.
Libertà per entrambi i popoli di vivere in PACE.
Questo è l'unico slogan che accetto.
Il resto è faziosità.
Eccomi...
Oggi vorrei parlare di... 8 e mezzo, l'unica trasmissione intelligente che ci sia in circolazione.
La vedo sempre e poi spengo la tele, oppure, faccio "zapping" ( parola orrenda, ma necessaria) alla ricerca di uno straccio di NON demenza televisiva.
Giuliano Ferrara: quando l'ho sentito parlare all'università mi era piaciuto molto.
Di persona è meno aggressivo, più pacato.
In TV è parecchio arrogante: a volte mi fa venire il nervoso, però lo ritengo un giornalista intelligente, quindi lo ascolto con piacere.
Luca Sofri non lo conoscevo.
All'inzio storcevo un po' il naso: preferivo Gad Lerner.
Ora lo apprezzo: mi sembra ironico e preparato quanto basta per tener testa a Ferrara.
In quanto a giornali in questo periodo sto tenendo d'occhi sia Il Foglio che Il Riformista (affiancati, ovviamente, dal Corriere della Sera).
Mi piace leggere opinioni diversissime per poi cercare di farmene, a mia volta, una.
Quindi leggo volentieri la Maglie e Polito, nonostante siano distanti milioni di chilometri.
Ho letto anche l'ultima intervista alla Fallaci...questa volta NO!
No, cara Oriana.
Era l'ora di tacere dopo Firenze.
Sono d'accordo con te riguardo all'insopportabile pacifismo di parte no global, ma non parliamo di golpe o colpi di stato a Firenze.
Un pochino esagerata, come sempre.
Amore e odio, come sempre.

mardi, novembre 12, 2002

E' stata, forse, l'azione più bieca ed atroce che abbiano mai fatto i kamikaze: uccidere nel kibbutz pacifista di Metzer , nel nord d'Israele, proprio quel kibbutz che si era battuto affinchè il governo israeliano NON costruisse il muro anti-kamikaze.
Fino a poco tempo, in quell'oasi di pace, i bambini arabi giocavano con quelli ebrei: era l'unico fazzoletto di terra che aveva resistito agli odii della guerra.
Ieri, però, è svanito tutto nell'ennesima uccisione di bambini e madri innocenti.
Di fronte a questo scempio, a questi fiumi di odio quotidianamente alimentati, mi chiedo se la PACE sia ancora possibile.
Se fossi un abitante israliano (musulmano o ebreo, poco importa) non avrei nemmeno più il coraggio di pronunciarla.
Ci crederanno ancora?
Il bianco ha ancora un senso in quei luoghi?
La situazione potrà mai essere sanata?
Quando i ragazzi potranno prendere un autobus, un fottuto autobus, quello che prendiamo tutti i giorni, senza pensare di saltare in mille pezzi?
La violenza ha avuto il sopravvento su qualsiasi cosa ed ha macchiato di sangue anche una comune pacifista dove non importava se si si credeva in Allah o in Dio.

samedi, novembre 09, 2002

Questa cosa della grazia a Sofri non la capisco.
Siamo sicuri che si tratta di una vittima innocente?
Io non riesco a prendere nessuna posizione in merito.
In fondo: chi mi può assicurare la sua totale innocenza?
Ho sempre apprezzato Sofri come intellettuale nonchè valente giornalista.
Oltre non vado.
Non credo di avere le informazioni necessarie per esprimere alcun giudizio in merito e non voglio schierarmi da nessuna parte.

vendredi, novembre 08, 2002

Fiorentini, esprimiamo il nostro sdegno di Oriana Fallaci.
L'ho letto in due tempi.
Il primo tempo è stato segnato dall'incazzatura: non ritengo i no global dei figli di papà che sputtanano la parola pace.
Queste cose le ho già lette in un famoso articolo di Pasolini: queste parole (forse) andavano bene per il '68 quando i poliziotti erano, come scriveva Pasolini appunto, dei poveracci che dovevano guadagnarsi il pane e si prendevano le pietre dagli intellettuali che affollavano l'università.
Ora sono superate e mal si adattano alla situazione attuale.
Il secondo dall'ilarità: la seconda parte mi è piaciuta tantissimo, soprattutto il Fiorentino d'oro ficcato in gola!
Mi piace la Fallaci, inutile nasconderlo.
La odio con tutte le mie forze quando si scaglia contro l'Islam.
La odio quando esagera (quasi sempre).
La amo perchè è passionaria, intelligente, insuperabile giornalista e grande scrittrice.
La amo perchè se ne frega di tutto e tutti: le etichette non sa nemmeno che cosa sono.
La amo perchè ha il maledettissimo coraggio di dire SEMPRE ciò che pensa.
E' l'unica giornalista che ha questo coraggio.
La amo perchè non è ipocrita: non conosce falsità, cosa non da poco.
In questo mondo di falsi moralismi e falsi perbenismi c'è bisogno anche di chi, come lei, parla CHIARO.
Confesso il mio peccato: la amo perchè non sarò mai in grado di scrivere in quel modo.
Non provo invidia: la amo perdutamente e basta,anche se mi incazzo tutte le volte che leggo i suoi articoli.

jeudi, novembre 07, 2002

Selvaggia scrive che ha letto della polemica sui blog e sul loro uso.
Preciso: non era una polemica.
Qualcuno l'ha fatta diventare così.
Era iniziata con una domanda: trovate giusto scrivere cose delle vostra vita privata sul blog?
Le risposte possibili erano solo: sì o no.
La mia era ed è NO:
Ovviamente non ho mai pensato di scrivere: è meglio utilizzarlo come faccio io.
Ognuno scrive ciò che gli/le pare.
La polemica l'ha fatta nascere chi aveva voglia di litigare.
Non è partita da me.
Più dignitoso scrivere della propria vita privata?
Mah', non ne sono così sicura.
Le mie opinioni politiche possono essere un motivo per dialogare e discutere con chi la pensa come me o con chi è dalla parte opposta, i rapporti con le persone che amo, invece, appartengono solo a me e devono rimanere (per quanto mi riguarda) nella mia mente e tra le mura di casa mia.
Inoltre: non sono così presuntuosa da pensare di avere un'esistenza così eccezionale da essere raccontata giorno per giorno!
Secondo me i miei "lettori" si annoierebbero a morte.
Non desidero che tutti vengano a conoscenza della mia intimità perchè la ritengo più importante di un libro, di un film e di tutta l'attualità messa insieme.
Comunque mi piacerebbe fare uno studio sociologico sul fenomeno dei blog: chissà, magari in futuro lo farò anche.
Perchè hanno tanto successo?
Perchè così tante persone sentono il bisogno di scrivere un diario telematico?
Le stesse cose (mi riferisco a quelle personali) non potrebbero scriverle su un diario privato letto solo dai loro occhi?
Mi interessa questo: capire il perchè.
Non fare sterili polemiche ma, come sempre, interrogarmi.
In queste ultime settimane non riesco più a leggere nulla.
Alla sera sono talmente stanca che mi è impossibile memorizzare una trama del tutto nuova.
Essendo libro-dipendente ho scampato il "pericolo" ( di non leggere) prendendo in mano opere già lette che mi avevano sostenuta in periodi difficili segnati dal nervosismo o dalla stanchezza.
In casi di questo tipo rileggo esclusivamente Alessandro Baricco.
La sua scrittura mi ha aiutata e mi aiuta tantissimo.
Baricco è coinvolgente, anche se è entrato nella mia vita in punti di piedi: con un passo leggerissimo mi ha svelato la sua presenza vellutata e mai invadente.
Insieme ad Ammaniti, solo quello di Non ho paura però, lo ritengo il più promettente scrittore italiano contemporaneo.
Lo so, non ha più 20 anni, nemmeno 30 se è questo, ma trovo possa ancora esprimere molto: per questo ho scritto "promettente".
Stilisticamente è imbattibile: sia per orginalità che per l'uso della punteggiatura.
Oceano mare, Castelli di rabbia e City sono pieni di poco estetiche orecchie: segno che ho aprezzato molte parti dei volumi in questione.
Mi rileggo Baricco, dunque.
Lo gusto ancora una volta dopo aver digerito le sue opere tempo fa.
E' un gustare diverso, i sapori mi sembrano, in alcuni punti, molto più forti, in altri, più delicati.
Ma è sempre un buon gustare.

mercredi, novembre 06, 2002

Ciao ragazzi, non so quanto riuscirò ad aggiornare il blog nelle prossime settimane.
Sicuramente non tutti i giorni.
Scusate ma è un periodo molto intenso...
Spero, comunque, di non trascuralo troppo.

dimanche, novembre 03, 2002

Nuova veste per Bestie di uomini!
Grazie Bellachioma: mi piace moltissimo!
E' stupenda!
(a proposito: ho "incollato" una Green News importante...dateci uno sguardo)
Grazie ancora, il tuo stile è inconfondibile!

samedi, novembre 02, 2002

Uhuh dimenticavo: questa sera vado a vedere One Hour Photo con il bravissimo Robin Williams.
Vi dirò...
Non ho ancora parlato de Il Pianista, il capolavoro di Polanski.
Uno dei migliori film della stagione.
Ci sarà tempo anche per questo....
Grazie a...Paola per il suo invito: accetto con piacere e scriverò presto!
Anche Giulio mi ha invitata poco tempo fa: non appena avrò un po' di tempo scriverò anche lì.
Mi chiedo: leggo abbastanza libri ( e vedo abbastanza film) per scrivere "recensioni", o meglio commenti su:
il mio blog
Libreria Ocurrencia
Liberi Libri
Letture ?
:)
I miei complimenti ad Antonio Polito:il suo Riformista è partito bene.
L'ho comperato oggi:la curiosità era troppa.
Pende (ovviamente) verso sinistra però le analisi che ho letto mi sembrano acute.
Molto bella l'impaginazione ( che trovo meno caotica rispetto al Foglio) e ...la carta utilizzata.
La cosa che mi piace di più è la quasi totale assenza di firme: meno protagonismo da parte dei giornalisti in favore di più contenuti.
Non credo però si possa leggere unicamente questo quotidiano: meglio abbinarlo ad altri più corposi.
Comunque continuerò a "studiarlo": tra l'altro lunedì sarà in edicola con un'Agenda della Settimana, cioè l'indicazione degli "avvenimenti cruciali che ci attendono in Italia e nel mondo nel campo della politica, dell'economia e del tempo libero".
L'altra cosa che apprezzo è la sinteticità che non è sinonimo di poco approfondimento, come molti credono, ma di capacità di esprimere un lungo concetto in poche righe con il vantaggio di non rompere le palle ai lettori.
I miei complimenti anche a J.Lloyd , autore di una lucida recensione sull'ultimo libro di Naomi Klein, "Fences and windows" che, a quanto pare, è un po' sotto tono rispetto all'intelligente No Logo.
Ieri ho comprato anche Diario: Berlusconeide/2.
Non so se ridere o se piangere.
Nei prossimi giorni delizierò i lettori con qualche frasetta detta dal Premier pochi anni fa: questa mattina piangevo dalle risate...(anche se mi è andata la colazione di traverso..)

vendredi, novembre 01, 2002

Immensamente piccolo o infinitamente grande?

Mai letto Il Riformista.
Ho solo sbirciato sul sito dopo aver letto un post di Pietro. ( già che ci sono faccio i complimenti anche a lui: ho guardato bene il tuo blog in questi giorni e lo trovo davvero bello)
Tornando al Riformista...
mi piace moltissimo la grafica del sito: complimenti.
Bellachioma: ruba un po' di idee in merito...
:)
Mah', forse lo comprerò, così, per curiosità.
Però mi sembra troppo di parte.
Per essere chiari: non leggo giornali di parte, anche se mi sono sentita dire che Il Corriere è un giornale comunista ( da un berlusconiano: e qui si spiega tutto).
Non vado oltre le pagine del Corriere: è il quotidiano che preferisco.
Mi pare il più equilibrato.
Ho trovato però una perla immensamente piccola.
Bella rubrica.
Wittgenstein punto it : una bella invenzione...
Vi segnalo la lettera di Adriano Sofri a Marco Pannella sulla Cecenia.
Gli articoli di Sofri sono sempre un'ottima lettura.