mercredi, octobre 30, 2002

Tornando alla dietrologia, uno scienziato americano ha denunciato che gli Usa stanno lavorando a una nuova generazione di armi chimiche.
"Ci sono le bombe a grappolo che fanno piovere acini di gas.
Sono pronti germi d'antrace geneticamente modificati, resistenti a qualunque tipo d'antibiotico. Volendo, ecco poi il gigantesco aerosol che nebulizza .....la vera chicca delle guerre, però, la soluzione finale d'ogni attacco terroristico non sarà sfornata prima del 2009, dicono gli esperti: un cannone a onde elettromagnetiche che darà dolore, piegherà in due la vittima, ma senza lasciarle un graffio sul corpo, nè danni duraturi"
(tratto dall'articolo di Francesco Battistini sul Corriere di oggi.)
Proprio la potenza che vuole attaccare l'Iraq perchè possiede pericolose armi chimiche e atomiche, sta preparando dei cocktail di guerra niente male.
Meno male che la CNN quest'estate proiettava ( a pagamento, tranne la prima puntata, la meno violenta di tutte) i filmati nei quali al-Quaida provava le armi chimiche sui cani...
Prepariamoci ad un fututo raggiante, cari amici!
Mi piacerebbe sapere quanti soldi vengono spesi per produrre queste schifezze.
In Usa ci sono migliaia di persone senza tetto mentre a Beverly Hills festeggiano con lo champagne e nel Pentagono giocano al piccolo chimico.

Da un'e.mail di Bellachioma:
"ognuno di noi è libero di leggere e desiderare di leggere ciò che vuole, ma è anche vero che deve sentirsi libero di parlare di ciò che ama parlare: internet è questo, è la possibilità di parlare, è la parola che diventa pubblica e che sceglie le strade più consone al nostro essere."
Completamente d'accordo.
E, aggiungo io, che ognuno è libero di esprimersi come meglio crede senza sentirsi dire che sta facendo nessun tipo di dietrologia.
A me e a tanti altri va di parlare di fatti di attualità e storia contemporanea.
Più che di presunzione, mi pare si tratti di riflessione.












mardi, octobre 29, 2002

Ci sono periodi in cui sono allergica ai blog personali.
Mi pare che l'argomento "blog" (del tipo: "perchè hai deciso di aprirne uno?") sia già stato toccato un po' di tempo fa da Bellachioma.
Mi sento però, di riaprire la parentesi..
Siete invitati a partecipare ovviamente.
Secondo voi è giusto scrivere sul blog particolari della vostra vita privata?
Io non lo faccio e credo non lo farò mai.
Perchè:
1) mi domando a chi gliene possa fregare,
2) evito di rompere le palle ai lettori, e, se qualche volta ho accennato a episodi specifici, non sono mai trapelate dalle pagine dei miei blog riferimenti alle mie gioie o a miei problemi.
Per questo c'è la mia coscienza, la mia vita FUORI dal virtuale.
3)sul blog collettivo delle piccole cose serve anche a questo: scrivere senza metter nome e cognome per non violare la privacy e perchè ritengo che i biglietti da visita siano distanti anni luce dalle emozioni.
Se mi mettessi a scrivere della mia intimità in queste pagine, sarebbe un po' come tradirla.
Romperei le palle agli altri e renderei accessibile a tutti ( non ci tengo proprio...) una parte di me che deve rimanere solo MIA.
Che ne pensate?

dimanche, octobre 27, 2002

Cronaca di una guerra dimenticata ( e di facili banalizzazioni)

I giornali sono ricchi di articoli sulla Cecenia, terra dimenticata dal mondo fino all'altro ieri, quando una cinquantina di guerriglieri ceceni si sono assergliati in un teatro nel centro storico di Mosta tenendo in ostaggio 700 persone.
Mai visto così tanti articoli a sfondo storico come questa mattina: Il Corriere e La Repubblica dedicano una media di 4 o 5 pagine alla tragedia annunciata e risolta ieri.
Chi se lo ricordava più quel piccolo fazzoletto di terra?
Nessuno.
In primo piano c'è sempre stato il Medio Oriente e l'Afghanistan: Israele riempiva purtroppo i quotidiani ben prima dell'11 settembre, l'Afghanistan è diventato un punto geografico ben definito solo a partire dal 12 settembre 2001.
Le due guerre civili cecene sono passate inosservate: l'Occidente se n'è semplicemente fregato.
Così come nessuno nei libri di storia ha parlato del genocidio subito dal popolo ceceno ad opera di Stalin il quale ha deportato tutta la popolazione in Siberia e nel Kazachistan.
Tornando a tempi più recenti, la prima guerra non ha conosciuto l'alleanza con la jihad islamica: erano nazionalisti che si battevano per l'indipendenza del loro paese che dal 1700 è sotto la morsa imperialistica russa.
Dalla seconda l'ombra di un'alleanza con il fondamentalismo islamico incominciava ad essere più visibile, ma non per questo certamente preannunciabile.
Da Ettore Mo a Eugenio Scalfari fino a Adriano Sofri lo stupore nel vedere le donne kamikaze è stato grandissimo.
I ceceni sono sempre stati guerriglieri nazionalisti, il connubio con l'islam è molto recente, anzi recentissimo.
Grozny non è una Kabul caucasica, non lo è mai stata.
Ciò che è successo a Mosca non deve essere preda di una facile banalizzazione: non si tratta di un secondo 11 settembre.
L'odio ceceno nei confronti degli invasori c'è sempre stato: solo che non ha mai fatto audience.
Chi se ne importa se in quel luogo lontano i russi hanno costruito campi di concentramento?
Tra l'altro non durante la seconda guerra mondiale ma poco tempo fa.
Donne stuprate da soldati, lingue mozzate, arti tagliati.
Militari russi rovinati da comandi difficili da eseguire e migliaia di morti sia tra i militari che in grandissimo numero tra i civili.
Sia ben chiaro: tutto ciò non giustifica l'orrendo gesto dei terroristi ceceni.
Dico solo che non si può focalizzare un problema così in ritardo.
Non si può ignorare che in Cecenia, a sud di Grozny, passi un oleodotto che trasporta il petrolio in Russia.
Non si può lasciare che il presidente ceceno si allei con il terribile terrorismo islamico senza offrire a lui e a tutta il suo decimato popolo un aiuto.
Un aiuto e un'attenzione che sarebbero dovuti arrivare prima.
Le guerre se non sono sotto i riflettori è come se non esistessero.
Le morti se non sono filmate sono meno penose, si percepiscono nemmeno.
La geopolitica è formata da una decina di paesi.
Il resto è fantasia.

vendredi, octobre 25, 2002

Oggi ho lo solo la forza di indignarmi su Bestie di uomini.

mercredi, octobre 23, 2002

Forse le istituzioni si sono rese conto che non è stata una grande idea quella di dare l'opportunità al Forum Sociale Europeo di svolgersi dal 6 al 9 novembre a Firenze.
Il problema non riguarda i promotori dell'iniziativa, ma le possibili infiltrazioni violente per le quali è stato predisposto una temporanea messa in vigore del trattato di Schengen per assicurare un controllo alle frontiere.
Inzio subito col dire che la stessa promessa era stata fatta per Genova: infatti si è visto che controlli hanno fatto...
Inoltre non capisco perchè non abbiano pensato di spostare il luogo del Social Forum un po' di tempo fa, e non 2 settimane prima dell'incontro.
La prossima volta diano il permesso per Venezia, anzi, per Siena, così possono stare tranquilli: tutti i monumenti più importanti del nostro paese verrano imbrattati da cima a fondo.
La mia non vuole essere una polemica nei confronti delle mille anime pacifiste del movimento, ma nei confronti della superficialità delle istituzioni.
Gli anarchici possono inflitrarsi senza problemi.
Non sarebbe meglio prevenire al posto di piangere a Forum concluso?
D'altronde non mi stupisco più di niente:è stato presentato al Governo una lista delle maggiori associazioni presenti a Firenze; tra le tute nere è stata inserita un'associazione italiana che con gli anarchici non ha niente a che fare!
Mah'...sempre peggio..

mardi, octobre 22, 2002

Lo stato dell'informazione nel nostro paese è veramente pietoso.
Non mi riferisco al periodo dopo-Berlusconi, ma anche a quello precedente quando il governo di sinistra aveva il coltello dalla parte del manico.
Per la mia tesi sto esaminando il G8 di Genova.
Mi sono resa conto di quanto poco sapessi sulla preparazione al G8, sulle dichiarazioni del Genoa Social Forum ( d'ora in poi: GSF), sui tentativi di contatto tra il GSF e le istituzioni.
Nessun media ha preso in considerazione questi ripetuti tentativi che si sono protratti da gennaio fino a giugno.
(fino ad aprile, ahimè, non c'era Berlusconi).
Non solo i nostro giornali non ne hanno parlato ed hanno presentato il G8 come un evento di portata mondiale che sembrava fosse "esploso" in tre giorni quando dal dicembre del 2000 si stavano organizzando le mobilitazioni della società civile, ma il governo di sinistra prima e di destra poi, ha ignorato fino all'ultimo le richieste del portavoce del GSF.
Tutte le manifestazioni erano state decise mesi e mesi prima.
Il GSF si è riunito ogni tre settimane a partire da marzo- aprile ( se non erro) del 2001 facendo puntualmente pervenire i risultati delle riunioni alle istituizioni di dovere.
Come la manifestazionedi Seattle ( 1999) non doveva, in teoria,essere una sopresa perchè era in preparazione da 3 anni, così Genova non doveva cogliere impreparati i corpi di polizia.
Com'è risaputo sono andati di mezzo i pacifisti, mentre i black bloc sono tornati in patria senza un graffio.
Da 6 al 9 novembre ci sarà il primo Forum Sociale Europeo a Firenze.
Vedremo.
Non facciano risultare l'evento come qualcosa di incredibile: sui siti ci sono informazioni da mesi.
Non commento la controinformazione imperante da parte di presunti ( perchè non ci posso credere, davvero) servizi segreti italiani avvenuta prima di Genova ( "butteranno palloncini pieni di sangue infetto dal virus HIV") e poi negli ultimissimi giorni.
Prima di gettare fango su un movimento ( nda:non faccio parte dei no global, ma li sto studiando sociologicamente e sto scrivendo la tesi su di loro) non sarebbe bene studiarlo?
Prima di manganellare, non sarebbe bene saper distiguere tra i violenti e non violenti?
Possibile che nessuno ha studiato i siti no global prima di andare a Genova?
Cazzo, l'ho fatto io, semplice studentessa della facoltà di Storia, perchè nessuno al governo ci ha pensato?

dimanche, octobre 20, 2002

L'esistenza di una maggioranza
implica logicamente
una minoranza corrispondente
.
Philp K. Dick
13 anni a Previti???!!
Ho legittimo sospetto che spostino il processo a Brescia.
Lì sì che non ci sono tutti quei giudici comunisti!
Minority Report
Geniale e assolutamente imperdibile l'ultimo film di Steven Spielberg, Minority Report, tratto da un racconto di Philip K. Dick pubblicato per la prima volta nel 1956.
Gli unici due film di fantascienza che sono riuscita a vedere dall'inizio alla fine senza uscire dalla sala prima del tempo sono : A.I. Intelligenza Artificiale e, appunto, Minority Report, entrambi di Spielberg.
E' veramente un film incredibile e non voglio anticipare nulla della trama per non togliere il gusto a chi non l'ha ancora visto, di passare 2h e 30 appicciato allo schermo.
Mi ha dato persino fastidio l'intervallo!
Considero Spielberg un genio, da sempre.
Queste ultime due prove mi hanno datto la conferma.
Ovviamente mi sono munita di libro.
Voglio leggere il racconto di Dick per comprendere come è stata tratto un film di quel calibro da un racconto di 50 pagine.
Inoltre non ho mai letto nulla di fantascienza ( ci mancava pure questa!): è un bel modo per inziare, no?

samedi, octobre 19, 2002

Oggi e domani, oltre ad aver ricordato su Bestie di Uomini che sono le Giornate contro il maltrattamento degli animali, vorrei evidenziare che sono anche le Prime Giornatae Nazionali Aido di informazione e autofinanziamento.
Dedicato a chi pensa che i suoi organi siano così tanto preziosi da nonpoter essere donati...
Non chiedetemi perchè tutto è scritto in grassetto.
Non lo so.
Io avevo scritto così solo i titoli..
Blogger: che fai?!
A volte ci lasciamo trascinare dal branco.
Intendo il branco dei critici senza palle e un po' frustrati che scrivono con la matita rossa:"No!" sulla copertina di un libro.
Così è stato fatto da buona parte della critica e degli intellettuali nei confronti di Susanna Tamaro:un po' per snobismo, un po' invidia, molti hanno bocciato Va dove ti porta il cuore.
"Sempliciotto per i miei gusti", affermavano arricciando il naso.
Quando uscì il libro nel 1994 facevo il liceo.
Un paio di anni più tardi ero nel mondo universitario e leggere la Tamaro, per una come me che frequentava Lettere, non era considerata "una buona scelta".
Così mi riempivo la bocca e la testa con i libroni di Umberto Eco e quanto di più complesso ci fosse in libreria.
La Tamaro la facevo leggere a mia mamma che, ipercritica quanto me nei confronti delle molte opere lette, mi aveva sopreso dicendomi che le era piaciuto.
Ora, alla fine del mio percorso universitario, non leggo più Eco ma sono passata, soprattutto negli ultimi due anni, da tutti i tipi di letteratura possibile.
Non scarto nulla:ho letto con piacere e avidità tutti i volumi di Harry Potter, così come mi sono misurata con la letteratura italiana degli ultimi anni da Ammaniti a Baricco alla poco amata Mazzantini, al mio preferito, Vassalli .(non proprio dell'ultima ora..)
Mi sono buttata nei classici francesi che non conoscevo, mi sono segretamente innamorata di Marai e di Kundera,
ho letto molto Isabel Allende e ho viaggiato in Africa con Kuki Gallmann.
Dopo un po' di peregrinazioni mi sono resa conto di quanto sia stupido NON leggere a priori un'opera.
Molto spesso mi capita di comprare libri di perfetti sconosciuti e, dopo un paio di pagine, di non riuscire più a smettere di leggere.
A me la Tamaro, ora come ora, sta simpatica e leggerò sicuramente i suoi testi, anche solo per capire perchè hanno avuto molto successo.
Nutro per lei un'invidia buona, salutare.
L'invidia per chi ha fatto una scelta di vita lontano dai riflettori, in un casale vicino ad Orvieto con il piccolo grande zoo e suoi alberi da frutta.
Quando termina i lavori in giardino e nell'orto: si mette a scrivere.
Meglio di così!
Consiglio finale: non scartate mai niente.
Siate sempre avidi di leggere qualsiasi cosa.
Non fatevi distrarre dalla critica nè tantomeno dai consigli che leggete qui.
Ogni cartaccia è degna di essere letta.
Proprio tutte no...però una buona parte.
Buon fine settimana a tutti!

jeudi, octobre 17, 2002

Harry Potter soffre, di benessere
Questo il titolo dell'articolo di Francesco Merlo che compare oggi all'ultima pagina del settimanale Sette, l'inserto del Corriere della Sera.
La fortunata autrice della saga di Harry Potter, J.K. Rowling, infatti, da più di due anni non riesce a concludere la quinta avventura.
"Quando la scrittura le risarciva di una vita grama, quando i suoi libri erano liberi come il sogno, al di sopra del pubblico e della critica, quando, penna alla mano, riscattava la sua povertà e la sua infelicità di "ragazza madre senza un quattrino", ebbene a quel tempo J.K. Rowling riusciva, sul tavolino di un caffè, a sperimentare un nuovo stile, a esplorare soggetti e temi senza precedenti nè modelli. [...] al contrario adesso che è la donna più ricca del mondo, proprio adesso si è bloccata[..]
E' veramente incredibile ciò che è successo a questa scrittrice.
Come ha sempre dichiarato lei stessa, lasciata dal marito portoghese e con un bambina piccola, si era rifugiata in Scozia dalla sorella.
Durante un viaggio in treno: puff, gli era apparsa la trama del maghetto.
Aveva passato un anno intero in un bar fumoso a redigere la struttura dell'intera saga e un altro anno - se non sbaglio- a scrivere il primo volume.
Dopo ben 7 rifiuti, un agente letterario che credeva in lei, era riuscito a far pubblicare il testo.
Nel giro di pochi anni è diventata l'autrice più famosa e ricca del mondo.
Ma....ammalata di benessere, ha perso l'ispirazione.

lundi, octobre 14, 2002

Chiaramente musica presenta: "I giorni migliori", Tiromancino

Certe cose che senti nell'aria
non le devi nascondere
le conosci a memoria
ma non le puoi condividerle,
se stai cercando il tuo viaggio
in un posto lontano, più libero...

Oltre i muri che vedi andando avanti
fra i discorsi invidiosi e arroganti,

le cose che senti nel cuore
non rinnegarle mai
sono fragili ma possiamo difenderle
se voleranno in alto i nostri pensieri
più limpidi.

Aiutami a ritrovare l'interesse
per le
piccole cose
che sono alla base di tutte le promesse
del futuro che cresce,
perchè sono le sfumature
a dare vita ai colori
e a farci tornare in mente
le cose più pure
dei giorni migliori.

Non ci sono percorsi più brevi da cercare
c'è la strada in cui credi
e il coraggio di andare
.

dimanche, octobre 13, 2002

Uhuh dimenticavo: ho finalmente scritto, dopo una settimana, su Bestie di Uomini.
Vorrei aggiornalo più spesso ma scrivere su 3 blog non è proprio facilissimo...
Ieri sera ho visto Pinocchio l'ultima creazione di Benigni.
Non sono entusiasta.
Forse c'erano troppe aspettative nei confronti del film: pochi hanno riflettuto sul fatto che la creatività esplosiva del regista ed attore toscano non poteva esprimersi in tutte le sue magnifiche sfumature perchè doveva attenersi ad una trama ben precisa.
Lui è stato perfetto.
Non avrei potuto immaginare un burattino migliore di Roberto Benigni.
Mi è piaciuta molto anche l'interpretazione di Kim Rossi Stuart: un Lucignolo incisivo e molto espressivo.
E' cresciuto molto Kim.
Si è rifiutato, cosa che altri non avrebbero fatto anche solo per questioni economiche, di recitare parti da "bellone", ha studiato teatro ( e si vede, eccome!) e...cosa incredibile: non ha fatto calendari!
Comunque, ripeto, mi aspettavo qualcosa di più.

Chiaramentemusica
In questo periodo sto facendo indigestione di musica.
Una mia cara amica mi ha fatto scoprire una voce caldissima e profonda: quella di Norah Jhones.
Non conoscevo quest'artista: mi rilassa molto il suo modo di cantare.
La stessa amica mi ha regalato una colonna sonora che amo molto, quella del film Lezioni di piano.
E' uno dei miei film preferiti e, quando l'ascolto, mi sembra proprio di essere accanto al pianoforte di fronte all'oceano in tempesta a ballare a piedi nudi sulla sabbia.
Ho scoperto Paola Turci e i Tiromancino.
La prima con Questa parte di mondo ha dimostrato una notevole capacità compositiva sia a livello di testi che di musica.
Mi piacciono tutti i pezzi, dal primo all'ultimo.
I secondi sono una vera e propria rivelazione.
Uscito l'11 ottobre, In continuo movimento è un capolavoro: musica e parole fluide, sembra di nuotare in un mare di una sinfonia senza fine.
Per me è importante è sicuramente il brano più riuscito dell'album: il video credo sia il più bello che abbia mai visto ed ha richiesto un anno di lavoro.
Non ho mai ascoltato tanta buona musica come in quest'ultimo mese.

Chiaramentelibri
Ieri ho coperato Una buona madre di Marie Darrieussecq: si tratta di annotazioni , riflessioni e ricordi che una madre scrive, quaderno alla mano, sul suo tavolo in cucina.
Non è sotto forma di diario, altrimenti non l'avrei comperato.
Mi ha attratta la copertina: due occhioni mi guardavano dai ripiani della Rizzoli.
Impossibile resistere!

vendredi, octobre 11, 2002

A Marie Marion è piaciuto anche Cercasi inquilini.
Bellissimo leggere tutte quelle parole VERE, che senti, che ti escono dalle viscere.
L'ho mandato anche a Pupa, chissà...magari comparirà presto su Mille voci sezione Liberamente.
Diversissimo da Il fiore.
Ma io sono fatta così.
Un giorno "vomito" un giorno sogno.
Già.
Sarebbe bello se qualcuno fosse disposto a pubblicare racconti/poesie/articoli di esordienti.
Perchè abbiamo qualcosa da dire!
Pupa, Bellachioma e Marie ( direttrice ma anche scrittrice...eccome!) e tante altre millevoci che conosco devono avere il sacrosanto diritto di esprimersi!
Per ora io conosco solo il dovere di pagare la bolletta per le numerose ore di connessione...
Un bacio Marie.
Vi segnalo un bellissimo blog:
Verba Manent.
Bravo Giulio!
Sul Millevoci Extranews troverete un mio racconto intitolato Il Fiore.
Ricordate quello che è accaduto a Prato qualche settimana fa ? ( anzi, penso sia passato 1 mese oramai).
2 senza tetto sono stati stati uccisi a bastonate.
E' stato quell'episodio ad ispirarmi Il Fiore.
Solitamente non si ritiene che i barboni abbiano un passato: sono solo dei poveracci schiaffeggiati dalla vita, sporchi e fastidiosi.
Ho voluto immaginarmi il passato di una "pazza".
Spero di ricevere i vostri commenti, anche se negativi.

jeudi, octobre 10, 2002

Sto leggendo un libro stranissimo: Il maestro dei sogni di Olga Kharitidi.
Narra della storia vera di una psichiatra russa che racconta la sua esperienza tra i guaritori di sogni a Samarcanda, nell'Uzbechistan.
Ovvero: come guarire traumi o ferite interiori attraverso tecniche praticate ancora oggi in quei luoghi.
L'anno scorso era stato un libro di un'antropologa italiana che vive in America a farmi approfondire la cultura indiana, quest'anno sarà la psichiatra russa ad avvicinarmi agli sciamani...
Eccomi.
C'è chi mi esorta a scrivere, a parlare di ciò che scrivo io e non a citare Paolini o Kundera.
Ed io mando i miei piccoli racconti a Marie Marion e poi leggo con apprensione i suoi commenti.
Credo che capisca della mia scrittura più di quanto io non abbia mai capito.
In fondo in fondo: non ci ho mai creduto tanto nelle mie potenzialità letterarie.
Non ho aspirazioni in merito, ma vorrei imparare a crederci, a non far sparire dalla memoria del P.C. racconti e poesie come se non fossero mai esistiti nella mia mente.
Anche per questo mi occupo degli altri.
Per dimenticarmi di ciò che sono in grado di scrivere io.
Comunque credo che presto ne leggerete uno su Mille Voci.
Marie M. mi ha scritto che "bisogna vomitare nuda e cruda la propria di vita".
Penso di averlo fatto ieri sera con un brevissimo racconto che le ho inviato intitolato Cercasi inquilini.
Tra l'altro, strana coincidenza, l'ho scritto prima di aver letto il suo post.
Grazie per i consigli letterari.
Si tratta di autori che conosco poco, tranne Verga e Berto.
Di Miller non ho letto nulla: ma rimedierò presto.
Mi hai aiutato a riprendere un po' di fiducia in me e nelle mie capacità.
Non riempiedomi di falsi elogi ( che non mi sono mai piaciuti) ma indirizzandomi, spingendomi, prendomi a sberle.

mardi, octobre 08, 2002

Per chi volesse saperne di più su Paolini, clicchi Qui.
Non ho visto Vajont ma credo vendano la videocassetta in libreria...

lundi, octobre 07, 2002

Parlamento chimico di Marco Paolini
Non credo di essere in grado di raccontarvi il secondo spettacolo di Paolini che ho visto ieri sera.
Sempre 3 ore di monologo.
Sempre non pesanti e rallegrate dalla sua fine ironia.
Spiegazioni di chimica, carte processuali, la politica italiana degli anni '70.
Raul Gardini, Cuccia e le fusioni tra Eni e Montedison.
Intanto a Porto Marghera morivano più di 100 persone , soprattutto a causa del cancro al fegato.
Ma, si sa, in veneto si beve troppo.

dimanche, octobre 06, 2002

People I know
Grandissima interpretazione di Al Pacino e tematiche scottanti che hanno fatto impallidire l'America.
Film bloccato: non è uscito in nessuna sala.
Pr drogati ed alcolizzati, il mondo sporco del ciname e della politica, la N.Y. di Giuliani non proprio rose e fiori ma dipinta come razzista e ghettizzante.
Indimenticabile l'inquadratura finale: New York al contrario.
Chi ha orecchie per intedere, intenda.
Almeno in Europa.
Grazie per avermi fatto ascoltare il canto Marie Marion.
Bel canto.
Se non fosse per Kundera e per te ora non sarei qui a riflettere su Nietzsche.
La follia degli umani...
Forse per questo Nietzsche è impazzito: perchè non tollerava più tutta quella follia intorno a sè.
Finalmente uno che parla chiaro!
I pacifisti veri ( e i molti falsi) di Angelo Panebianco.
D'accordo in tutto.

samedi, octobre 05, 2002

Chiedo scusa a Marie Marion: non avevo visto nè l'e.mail ( a proposito: ho risposto!) nè il mitico brog.
Ti volevo dire, comunqe, che l'eterno ritorno devo ancora capirlo in tutte le sue sfumature.
Per ora è mediato.
Devo ancora approdare alle opere.
Il fatto che mi interessi ad una teoria, però, non significa che io l'approvi.
Anzi, nel caso dell'eterno ritorno, sarebbe insopportabile pensare ad una ripetizione infinita, senza alcun tipo di miglioramento.
I sistemi filosofici mi hanno sempre affascinata.
Le "ricerche", in genere, mi conquistano.
Non nel senso che le seguo con il paraocchi, nel senso che mi appassiona il cammino.
Molto più della meta.
La strada aperta attraverso la quale il filosofo arriva all'eterno ritorno e il perchè.
Mi interessa questo.
Un bacio cara Marie Marion, aspetto tue notizie.
Non solo libri e cinema
Chiaramente, blog principalmente incentrato sul mondo editoriale e cinematografico, ha deciso di affrontare alcune tematiche.
Ogni mese proporrò un argomento e cercherò di approfondirlo: sono gradite e.mail da parte dei lettori per eventuali segnalazioni biliografiche e/o di links o conferenze in merito.
Ottobre sarà il mese dedicato al delicato tema delle banche armate e, di conseguenza, della finanza etica.
Vi invito a visitare questo sito: Banche Armate.
Parte da qui la mia riflessione e...spero anche la vostra.

vendredi, octobre 04, 2002

Esce oggi nelle sale italiane "People I know" il discusso film temuto dagli Usa (infatti in America non è ancora uscito e, probabimente non uscirà...) diretto da Daniel Algrant con Al Pacino, Kim Basinger, Ryan O'Neal e altri importanti attori.
Perchè ho scritto "temuto"?
Perchè è un ritratto scomodo della New York di Giuliani e mostra molti personaggi dello spettacolo e politici corrotti con allusioni anche nei confronti dello stesso Giuliani.
Ovviamente domani andrò a vederlo.

Questa sera al cineforum vedrò "Alì" la ricostruzione della leggenda sportiva del pugile Muhammad Alì, nato Cassius Clay, il primo campione che usò il suo carisma per lanciare messaggi politici, rifiutandosi di andare in Vietnam e di vedersi dare ragione alla Corte Suprema.
Due serate intense, dunque.

Vi racconterò...
Ciò che mi ha maggiormente colpita della vicenda umana di Nietzsche è la sofferenza e la totale discrepanza tra la sua personalità e le opere da lui prodotte.
L'inventore del superuomo era un insicuro, incapace di affrontare faccia a faccia le persone che spesso criticaticava aspramente nella sua produzione letteraria - come il suo amico, poi allontanatosi da lui, Richard Wagner- goffo e servizievole anche nei confronti di chi odiava.
L'opera del filofoso rapprensenta tutto ciò che lui non era, tutte le parole che era incapace di pronunciare.
Il dolore fisico, prima della pazzia che lo colpì negli anni '80 dell'800, ( era nato nel 1844) lo ha accompagnato per tutta la sua giovinezza: a trent'anni le spaventose crisi di emicrania raggiunsero il loro apice ed arrivarono a torturarlo fino a 70ore di fila.
Era quasi cieco e si serviva di un "discepolo" per scrivere, oppure cercava di mettere su carta egli stesso i suoi pensieri ma non poteva farlo per più di un'ora al giorno anche a causa di lancinanti dolori agli occhi.
Nessun medico è riuscito a spiegare la malattia di Nietzsche, ma, probabilmente come lui stesso affermò, si trattava di una malattia psicosomatica legata a problemi interiori irrisolti.
Lasciò l'insegnamento presso l'Università di Basilea perchè non era più in grado, per motivi di salute, di affrontare le lezioni: ogni cosa gli procurava stress e, di conseguenza, violentissime crisi che duravano giorni.
Eppure fu proprio la malattia che lo fece diventare il filosofo che tutti conosciamo.
Non potendo leggere nè scrivere, si abbandonava a lunghe passeggiate in montagna durante le quali elaborò sistematicamente il suo pensiero.

jeudi, octobre 03, 2002

Avviso ai naviganti:
la storia dell' eterno ritorno non è finita qui: non illudetevi, perchè con Nietzsche romperò le palle ancora per un po'...
Prendetevela con Fini che scrive un libro di 400 pagine : in fondo sono solo a pag. 200, ho troppe cose da raccontare!

mercredi, octobre 02, 2002

Ieri sera al Teatro Strehler ho visto lo spettacolo di Marco Paolini, "I-TIGI Racconto per Ustica".
3 ore initerrotte di monologo: un solo attore, Marco Paolini appunto, nessun accompagnamento musicale, luci basse.
"La proposta di raccontare la storia di Ustica mi è arrivata nell'estate del 1999 da Daria Bonifetti per conto dell'Associazione familiari delle vittime del disastro.
Il percorso è durato un anno.
Ho lavorato insieme a Daniele Del Giudice e Giovanna Marini ed insieme ad altri: consulenti, giornalisti, periti....
Alla fine sempre qualcuno mi chiedeva "ma secondo te, in poche parole, com'è andata veramente?" Questo è il miglior modo di vanificare tre ore di faticosa ricerca della verità."

E' stato uno spettacolo intenso, senza uno sbadiglio.
Paolini ha raccontato nei minimi particolari, in modo comprensibile anche ai profani, tutto il percorso del DC9 I-TIGI da Bologna a Palermo, o meglio da Bologna a 3500 metri di profondità.
Ha persino spiegato il funzionamento dei radar e di è soffermato sulle 3000 pagine delle carte processuali.
Bravissimo, senza alcuna esitazione, ha saputo esprimere la rabbia dei parenti senza tuttavia emettere nessuna sentenza.
3 delle persone che dovevano testimoniare - addetti ai radar se non sbaglio- si sono suicidate.
8 sono sono morte negli anni immediatamente successive alla tragedia.
"Non voglio che usciate da qui indignati. L'indignazione in Italia dura meno di un orgasmo"
...
Da non perdere.

Domenica andrò a vedere, sempre di Paolini, "Parlamento chimico. Storie di plastica" sul Petrolchimico di Marghera.


mardi, octobre 01, 2002

Tornando a Nietzsche non è che il libro mi sia capitato tra le mani per caso.
Ne avevo sentito parlare, ma è stato l'accenno alla teoria dell'Eterno Ritorno nell'Insostenibile Leggerezza dell'essere e i riferimenti di Marie Marion chi mi hanno indirizzato verso quella lettura.
Di eterno ritorno il filofoso parla in moltissimi testi tra i quali Utilità e danno della storia per la vita, e Schopenauer come educatore, ma i passi più significativi sono nello Zarathustra, in particolare nella terza parte "La visione e l'enigma".
Trascrivo la spiegazione di Kundera:
Il mito dell'eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un'ombra,è priva di peso è morta già in precedenza, e che, sia stata stata terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla. Non occorre tenerne conto, come di una guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo che non ha cambiato nulla sulla faccia della terra, benchè tremila negri vi abbiano trovato la morte tra torture indicibili...[...] Diciamo quindi che l'idea dell'eterno ritorno indica una prospettiva dalla quale le cose appaiono in maniera diversa da come noi le conosciamo: appaiono prive della circostanza attenuante della loro fugacità. Questa circostanza attenuante ci impedisce infatti di pronunciare un qualsiasi verdetto. Si può condannare ciò che è effimero? La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina.
In un frammento del 1888 Nietzsche scrisse:
Amici, io sono il maestro dell'eterno ritorno.
Ciò significa: io insegno che tutte le cose ritornano in eterno, ed anche voi con esse, e che voi siete già esistiti infinite volte, e tutte le cose insieme a voi...E quando un giorno sarai nato di nuovo, non ti toccherà una vita migliore o una vita simile, bensì la stessa identica vita che ora stai conducendo, nelle cose minime come nelle massime...

Come afferma Kundera questa teoria è terribile e, al tempo stesso, affascinante e misteriosa, come tutti i sistemi filosofici che hanno dato un calcio al ridicolo trono sul quale l'uomo si è incoronato da sè, come fece Napoleone.