Cronaca di una guerra dimenticata ( e di facili banalizzazioni)
I giornali sono ricchi di articoli sulla
Cecenia, terra dimenticata dal mondo fino all'altro ieri, quando una cinquantina di guerriglieri ceceni si sono assergliati in un teatro nel centro storico di Mosta tenendo in ostaggio 700 persone.
Mai visto così tanti articoli a sfondo storico come questa mattina:
Il Corriere e
La Repubblica dedicano una media di 4 o 5 pagine alla tragedia annunciata e risolta ieri.
Chi se lo ricordava più quel piccolo fazzoletto di terra?
Nessuno.
In primo piano c'è sempre stato il Medio Oriente e l'Afghanistan: Israele riempiva purtroppo i quotidiani ben prima dell'11 settembre, l'Afghanistan è diventato un punto geografico ben definito solo a partire dal 12 settembre 2001.
Le due guerre civili cecene sono passate inosservate: l'Occidente se n'è semplicemente fregato.
Così come nessuno nei libri di storia ha parlato del genocidio subito dal popolo ceceno ad opera di Stalin il quale ha deportato
tutta la popolazione in Siberia e nel Kazachistan.
Tornando a tempi più recenti, la prima guerra non ha conosciuto l'alleanza con la jihad islamica: erano nazionalisti che si battevano per l'indipendenza del loro paese che dal 1700 è sotto la morsa imperialistica russa.
Dalla seconda l'ombra di un'alleanza con il fondamentalismo islamico incominciava ad essere più visibile, ma non per questo certamente preannunciabile.
Da Ettore Mo a Eugenio Scalfari fino a Adriano Sofri lo stupore nel vedere le donne kamikaze è stato grandissimo.
I ceceni sono sempre stati guerriglieri nazionalisti, il connubio con l'islam è molto recente, anzi recentissimo.
Grozny non è una Kabul caucasica, non lo è mai stata.
Ciò che è successo a Mosca non deve essere preda di una facile banalizzazione: non si tratta di un secondo 11 settembre.
L'odio ceceno nei confronti degli invasori c'è sempre stato: solo che non ha mai fatto audience.
Chi se ne importa se in quel luogo lontano i russi hanno costruito campi di concentramento?
Tra l'altro non durante la seconda guerra mondiale ma poco tempo fa.
Donne stuprate da soldati, lingue mozzate, arti tagliati.
Militari russi rovinati da comandi difficili da eseguire e migliaia di morti sia tra i militari che in grandissimo numero tra i civili.
Sia ben chiaro: tutto ciò non giustifica l'orrendo gesto dei terroristi ceceni.
Dico solo che non si può focalizzare un problema così in ritardo.
Non si può ignorare che in Cecenia, a sud di Grozny, passi un oleodotto che trasporta il petrolio in Russia.
Non si può lasciare che il presidente ceceno si allei con il terribile terrorismo islamico senza offrire a lui e a tutta il suo decimato popolo un aiuto.
Un aiuto e un'attenzione che sarebbero dovuti arrivare prima.
Le guerre se non sono sotto i riflettori è come se non esistessero.
Le morti se non sono filmate sono meno penose, si percepiscono nemmeno.
La geopolitica è formata da una decina di paesi.
Il resto è fantasia.